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Le ConferenzeTra le attività più visibili del Centro Studi Donati vi sono sicuramente le conferenze.Le conferenze vertono sui temi della globalizzazione, del diritto alla salute, dell'etica della ricerca scientifica, dei fenomeni mafiosi e criminali, delle organizzazioni internazionali, del ruolo della società civile nelle politiche di sviluppo, del volontariato, dell'informazione. Non esiste un calendario preciso, sono comunque sempre visibili in zona universitaria i famosi "manifesti" che con largo anticipo annunciano la conferenza successiva. Viene dato anche avviso a chi si registra nella mailing list. |
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| Martedì 20 Gennaio 2009 - Conferenza |
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« C'e' verso questa regione quasi un accanimento collettivo nell'ignorarne le vicende » dalla prefazione di Pietro Veronese Centinaia di migliaia di vittime e oltre due milioni di sfollati. L'ONU nel 2004 l'ha definita la "piu' grande crisi umanitaria mondiale". Perfino l'impegno di attori famosi come George Clooney non e' servito a rendere il Darfur una guerra un po' meno dimenticata. In questi giorni la stampa riporta le drammatiche notizie di un'altra guerra crudele e insensata. Spesso viene chiesto: perche' l'indignazione su questa e il silenzio su altre atrocita'? Dal 2003 questa regione occidentale del Sudan, il piu' grande paese africano, e' solcata da guerre, razzie, stragi portate avanti con modalita' che non si credevano piu' possibili. Ancora una volta non e' facile capire e non si puo' spiegare il conflitto come guerra tribale o di religione. Il Centro Studi Donati promuove l'incontro:
Diego Marani conosce molto bene la realta' africana, in particolare il Sudan, per essersene occupato a lungo per lavoro (come giornalista per Nigrizia) e per passione. Il suo libro sul Darfur appena pubblicato ricostruisce le cause del conflitto partendo dalla sanguinosa guerra civile tra Nord e Sud del paese conclusasi con la fragile pace del 2005. Dietro questo nuovo fronte di guerra ancora una volta si intravedono i peggiori interessi economici e politici internazionali. Per saperne di più: Campagna Sudan Edizioni Altreconomia a cura del Centro Studi "G.Donati" - Bologna In collaborazione con Facolta' di Scienze della Formazione - Università di Bologna con il contributo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Scarica il volantino della conferenza (formato Acrobat, 37Kb) |
| Lunedì 16 Febbraio 2009 - Conferenza |
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“Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato,
privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia patria, gli altri i miei stranieri.” d. Lorenzo Milani Il Centro Studi Donati promuove l'incontro:
L'on. Jean-Léonard Touadi, giornalista e scrittore di origine congolese, è in Italia dal 1979.
Si è laureato in Filosofia all'Università "La Sapienza" e in Giornalismo e Scienze politiche all'Università Luiss di Roma.
Ha insegnato filosofia in un liceo romano. È stato autore del programma di RaiDue “Un mondo a colori”. E' stato eletto alla
Camera dei Deputati nel 2008 ed è il primo parlamentare della Repubblica Italiana di origine africana. Gianpaolo Trevisi, dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza e dopo la nomina a Vice Commissario viene assegnato alla Questura di Verona. Per cinque anni Dirigente dell'Ufficio Immigrazione e ora è il Vice Dirigente della Squadra Mobile. Con il suo racconto “L’africa in un cassonetto” ha ottenuto il primo posto al concorso letterario nazionale della rivista “Polizia Moderna”. a cura del Centro Studi "G.Donati" - Bologna In collaborazione con Facolta' di Scienze della Formazione - Università di Bologna con il contributo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Scarica il volantino della conferenza (formato Acrobat, 50Kb) |
| Martedì 30 Novembre 2010 - Conferenza |
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Il Centro Studi Donati promuove l'incontro:
FABRIZIO VALLETTI Gesuita, dal 2001 animatore del "Progetto Scampia" e direttore del "Centro Hurtado" di Napoli. A Bologna a partecipato alla fondazione dell'università del Tempo libero "Primo Levi" e del "Centro Poggeschi". Dal settembre del 2001 a Napoli, anima il "progetto Scampia" per una presenza di servizio pastorale, culturale e sociale nel quartiere. Ha dato vita al "Centro Hurtado" che unisce un’associazione di volontariato, un ente di formazione ed una cooperativa sociale. Il "Progetto Scampia" e il "Centro Hurtado" aiutano i giovani della parte più problematica di Napoli a crearsi un futuro. VINCENZO CARROZZA Medico, autore di “Figli di Boss” e “Fiori recisi”, è testimone diretto di come si può cadere nelle spire della ‘ndrangheta e di come se ne può uscire. “Nei paesi d’Aspromonte, dove ho vissuto gran parte della mia infanzia con mio nonno carbonaio-contadino, era normale riferirsi al capobastone per le più piccole controversie o per semplici consigli. (…) Davanti al bar della piazza principale, stazionavano nei giorni di festa o di sera, dopo il ritorno dai campi, gli uomini d’onore. Là, sotto i loro occhi attenti, i bambini ed i ragazzi si istruivano a divenire i regolatori delle controversie future, i riferimenti dei propri concittadini, i veri futuri governatori di quei territori. Era dunque questo l’inizio effettivo della carriera di ‘ndranghetisti. Carriera che ci avrebbe portati negli anni a divenire i più capaci mediatori, i più capaci trafficanti di sigarette e poi di stupefacenti del mondo, i più audaci e spietati killer non prezzolati del mondo, utilizzati al bisogno delle diverse famiglie per mantenere vive e presenti, nelle coscienze di ognuno, le rigide regole di questa mafia. I pochi fortunati e più furbi di noi, sarebbero divenuti i capi indiscussi della criminalità locale e calabrese. Molti, sarebbero spariti come meteore, lasciando alle madri, alle mogli, ai figli un futuro di rancori e di odio, insieme ad una foto su cui piangere, affinché quel rancore fosse sempre vivo, presente, e foriero di vendetta. (…) Da figlio di un boss della marina, da bambino e da ragazzo ho conosciuto molti figli di mafia, ho osservato il loro “stile” e ascoltato i loro sogni, li ho visti affondare e riemergere. Ho letto, quando lo Stato ha voluto, le loro sconfitte e le loro lotte disperate per rimanere a galla in un microcosmo povero d’ossigeno, creato per esaltare la morte e non la vita. Di molti di loro non è rimasto niente, pochi hanno avuto la sorte di sfuggire ad un’esistenza da “predestinati”. Solo la scuola, l’intelligenza e, di più, il caso hanno fatto la differenza, per pochissimi di loro.” (dall’introduzione di “Figli di Boss”) a cura del Centro Studi "G.Donati" - Bologna in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione, Ass. medica N.A.Di.R., Centro Poggeschi, EMI, Associazione LIBERA con il contributo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Scarica il volantino della conferenza (formato Acrobat, 50Kb) |
| Giovedì 24 Marzo 2011 - Conferenza |
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Il Centro Studi Donati promuove l'incontro:
Andrès TAMAYO Andres Tamayo, nato in El Salvador, sacerdote, leader ecologista del Movimento ambientalista del Olancho (Mao), fin dai primi anni '90 è stato a fianco della popolazione honduregna nella lotta per la salvaguardia delle foreste della regione di Olancho, nel nord dell'Honduras (ridotte drasticamente dal taglio selvaggio degli alberi operato da grandi imprese multinazionali). Minacciato più volte di morte già prima del golpe militare, nel 2004 ha vinto il premio "Nobel alternativo per l'ambiente" e nel 2010 ha ricevuto il riconoscimento internazionale "Honor et Dignitas" (dedicato alla memoria di padre Ernesto Balducci) "per il suo impegno infaticabile e rischioso per la giustizia, i diritti umani, la pace e la salvaguardia dell'ambiente vitale". per saperne d più: Biografia di padre Andrès Tamayo (formato Acrobat, 78Kb) Intervista a padre Andrès Tamayo (formato Acrobat, 68Kb) Comunicato stampa di Altreconomia su situazione Honduras (formato Acrobat, 36Kb) Articolo Peace Reporter giugno 2010 (formato Acrobat, 802Kb) Articoli e approfondimenti (formato Acrobat, 58Kb) a cura del Centro Studi "G.Donati" - Bologna in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione, Ass. medica N.A.Di.R., EMI con il contributo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Scarica il volantino della conferenza (formato Acrobat, 50Kb) |
| Martedì 10 Maggio 2011 - Conferenza |
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Il Centro Studi Donati promuove l'incontro:
Agostino MARCHETTO Mons. Agostino Marchetto, nato a Vicenza nel 1940, si è espresso su alcuni temi delicati della “questione immigrazione” suscitando sempre molta attenzione. E' favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di extracomunitari nati in Italia e il diritto di voto per le elezioni amministrative agli immigrati regolari, non usa mai la parola “clandestini” ma quella più giusta “irregolari", predilige il termine “integrazione” piuttosto che “assimilazione”. Alcuni lanci di agenzia su recenti dichiarazioni di mons. Marchetto: Roma, 14 apr. (Adnkronos)– "Il reato di clandestinità è il peccato originale dal quale discendono tutti i mali in materia di immigrazione. Ha fatto bene Monsignor Bruno Schettino, Presidente della commissione migrazioni della Cei a chiedere che venga superato il reato di clandestinità". E’ quanto ha detto questa mattina Monsignor Agostino Marchetto, per molti anni Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, nel corso della presentazione del "Rapporto annuale su rifugiati e richiedenti asilo" del Centro Astalli. Quanto al problema dell’Europa, secondo Marchetto "l’Europa sull’immigrazione procede in ordine sparso perché i governi dei vari Paesi hanno voluto tenere per sé le politiche relative all’immigrazione”. E "l’Italia che ora invoca l’Unione europea, in molti casi l’ha snobbata si pensi alle raccomandazioni di Bruxelles in materia di respingimenti”. Roma, 14 apr. (TMNews)– C’è stata una “vergognosa mancanza di solidarietà, specialmente da parte di alcune regioni del Nord, di fronte all’emergenza degli immigrati” in arrivo sulle coste italiane meridionali, secondo mons. Agostino Marchetto, segretario emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. L’arcivescovo, intervenuto alla presentazione del rapporto annuale del Centro Astalli (servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia), ha ricordato come negli anni Novanta in Italia siano arrivati oltre 70mila rifugiati. “In un solo giorno a Bari arrivarono 20mila persone e i baresi hanno dato loro da mangiare e da bere”. Interpellato dai giornalisti, mons. Marchetto ha commentato così le recenti polemiche sull’immigrazione tra Italia e Unione europea: “Sono naturalmente favorevole alla solidarietà in tutti i vari aspetti e gradi e quindi sarei ben felice che l’Europa intervenisse maggiormente. La questione è che ci sono dei regolamenti europei in cui c’è lo sforzo di coniugare il principio di solidarietà con quello di sussidiarietà. Non dobbiamo dimenticare che l’Europa ha una certa fase del suo sviluppo. Forse non si può pretendere dall’Europa quello che ancora non è stato ottenuto in questo sviluppo della realizzazione del grande sogno europeo che era stato formulato da tre grandi cristiani. L’Italia dovrebbe dimostrare per lo meno di avere solidarietà in se stessa”. Mons. Marchetto ha sottolineato che “l’Europa va in ordine sparso sugli immigrati perché i Governi nazionali hanno voluto tenere per sé la politica migratoria. Abbiamo snobbato l’Ue molte volte, ad esempio sui respingimenti, e ora…”. Di fronte allo “spettacolo certamente indecente che abbiamo dato in questo tempo per quanto riguarda le possibili accoglienze in certe regioni”, ha quindi detto Marchetto, “ci è difficile, se abbiamo un po’ di pudore, chiedere agli altri quello che non sappiamo fare noi che siamo un’unità come paese, che abbiamo una responsabilità, che non abbiamo cifre esorbitanti di rifugiati nel nostro paese. Come prete dico che dovremmo fare un po’ di esame di coscienza prima di fare l’esame di coscienza degli altri e battere un po’ il nostro petto prima di battere il petto degli altri. Dovremmo fare ‘mea culpa’ prima di chiederla agli altri”. per saperne d più: Comunicato stampa (formato Acrobat, 42Kb) Nigrizia - La falla nella fortezza Europa a cura del Centro Studi "G.Donati" - Bologna in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione, Ass. medica N.A.Di.R., EMI con il contributo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Scarica il volantino della conferenza (formato Acrobat, 32Kb) |
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