Francesco ANTONINI 12 maggio 2005
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Maputo, 12 maggio 2005
Carissimi,
sono in Mozambico da venti giorni. Ma comincio a sentirmi così a mio agio che non mi sembra di essere rimasto lontano tanto tempo. In fondo, il cuore non si è mai allontanato. Sto ritrovando gente che conosco e questo elimina immediatamente le distanze del tempo.
Da quando sono arrivato mi sono messo in atteggiamento di apprendista: mi sono fermato una diecina di giorni nella capitale, Maputo, per sentire il polso del paese. Maputo ha circa un milione e quattrocento mila abitanti. Città molto bella con un discreto centro commerciale e una zona residenziale con belle ville, poi una immensa periferia di baracche. Nel passaggio da una realtà all'altra sembra di fare un viaggio di secoli. Passi da una ricchezza ostentata a una povertà che non riesce più neanche ad essere dignitosa. Ora sono arrivato al Nord, a Nampula, la zona che conosco bene perché è qui che ho vissuto il mio primo periodo. La mia destinazione finale è la missione di Mueria, nella diocesi di Nacala. Nacala è stata staccata da Nampula quando io ero già in Italia, ma è una zona dove pure sono stato. Anzi a MUERIA ho passato i miei primi quattro mesi di Mozambico. Mueria è vicina al mare, vicina alla città-porto di Nacala, sull'oceano indiano: posti bellissimi! Ma è una zona arida e, dopo tanti tentativi di soluzione andati a vuoto, la zona lotta con una mancanza cronica di acqua. Anche nella missione c'è poca acqua che va divisa equamente con l'ospedale e le scuole. Ci vorrebbero varie riprese che trattengano l'acqua piovana.
Andrò a Mueria, per fermarmi, tra una ventina di giorni. Approfitto ancora di questo tempo per vedere, ascoltare, domandare, leggere. Ho notato con soddisfazione che comincia ad esserci anche una discreta produzione letteraria di autori mozambicani. Li sto leggendo. L'impressione che sto avendo è che il settore sanità sia molto debole. Gli ospedali sono trascurati e se non paghi non trovi nulla. Le medicine si trovano spesso nelle botteghe di strada perché c'è molta corruzione per cui tante medicine vengono rubate e vendute quando invece sarebbero destinate agli ospedali statali. Ho visitato l'ospedale centrale di Nampula e ti viene da piangere. La diocesi di Nampula sta tentando di riabilitare l'ospedale di Marrere (vicino alla città) che era un ospedale di buon livello: ma ha bisogno di una ristrutturazione totale e di un nuovo equipaggiamento per cui la spesa sale molto. Secondo calcoli approssimativi ci vorrebbero circa cinque milioni di euro: troppo per le nostre forze! In questo ospedale dovrebbe nascere un centro di prevenzione e cura per AIDS: speriamo di riuscire a cominciare almeno con questo centro. Ci si sta accorgendo, a livello di paese, della gravità del problema AIDS: probabilmente i malati di AIDS sono già sui tre milioni. Questo fa prevedere un futuro oscuro. Bisogna curare e fare una grande campagna di prevenzione. Purtroppo ci sono parecchi fattori che rendono difficile la prevenzione, anzi favoriscono la diffusione. Inoltre ogni sforzo per affrontare il problema riesce a raggiungere una parte minima di persone. La Chiesa si sta impegnando, ma ha poche forze e poche risorse per un problema troppo grande. A Maputo mi dicevano che ormai la media della vita è scesa ai trentacinque anni.
Nel paese si sente un sapore nuovo di libertà e partecipazione.Mi sono letto la nuova Costituzione (del 2004) ed è bellissima. Ma la gente non ha tanta fiducia nei politici e comincia a capire che non può aspettarsi soluzioni da fuori. La politica continua a parlare di paesi e organizzazioni che aiutano in maniera intelligente...ma tanti aiuti finiscono per arricchire la classe dirigente. Infatti ci si meraviglia come parecchie persone si siano arricchite tanto in così poco tempo.
Ho trovato una Chiesa cresciuta. Nampula ha una quarantina di giovani sacerdoti locali e Nacala ne ha dozzina. Le comunità cristiane sono tantissime e presenti ovunque. Il grande lavoro attuale è quello di dare consistenza, solidità a queste comunità cristiane, in modo che il messaggio di Gesù passi nella vita, nei comportamenti. E di fronte alla corruzione generale i cristiani siano capaci di vivere e testimoniare onestà, spirito di servizio, senso di responsabilità, rispetto della vita, aiuto ai più deboli, dai bambini agli anziani. Ho notato con simpatia la presenza di una comunità di Suore di Madre Teresa che si prendono cura dei bambini orfani e degli anziani moribondi. Sono un segno e una proclamazione di amore alla vita. Quel centinaio di bambini piccoli a vederli insieme sembrano una nidiata di pulcini bellissimi. Il grande lavoro quindi è la formazione. E la formazione deve essere particolarmente attenta ai giovani che sono i meno protetti in questo ambiente che è già stato raggiunto dal paganesimo moderno, ma che si porta dietro l'eredità del paganesimo antico: un impasto piuttosto complesso e difficile da digerire.La Chiesa si sta impegnando, ma ci vuole uno sforzo ancora maggiore per aiutare questo popolo meraviglioso, accogliente e aperto.
Ringrazio tutti coloro che mi stanno aiutando, in vari modi, perché io possa condividere con questo popolo. Mi sento piccolo, ma sento la forza della comunione di tutti i missionari e delle comunità cristiane. Credo che insieme riusciremo ad essere una pur piccola luce. Inoltre ci sono molte persone di buona volontà anche fuori degli spazi a noi più familiari: lo Spirito soffia dove vuole.
Saluto tutti. Cercherò di informarvi con frequenza...anche se le possibilità di comunicare si vanno riducendo: a Mueria non abbiamo n'è telefono n'è elettricità e la posta tradizionale ha la velocità delle diligenze. Vi chiedo la carità della preghiera e continuate ad essermi vicino.
P. Franco Antonini
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