Fulgenzio CORTESI 7 marzo 2006
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Siamo nati noi in Africa, dove vivono ora i nostri orfani.
Noi siamo nati in Africa.
Qui tutti nascemmo.
Qui, nell'Africa dell'Est, bagnata dalle calde acque dell oceano indiano. L'uomo e' nato qui, tra l'Equatore ed i Tropici, dove
ancora regna armonia tra l'uomo e l'animale, tra natura a abitazioni. Qui
dove i giorni sono ancora scanditi dal sorgere e dal tramontare del sole;
qui dove non esistono stagioni ma trascorre sovrano il tempo della
siccita' e della pioggia.
Siamo nati noi qui in Africa e oggi ancora ognuno di noi 'indossa' l'Africa
e in casa nostra vi e' un 'pezzo' di Africa, ma noi non lo sappiamo perche'
sulla Madre Africa abbiamo un eccesso di disinformazione. Il mito del povero
nero, implorante, nudo e affamato, si e' esteso a dismisura, come quello del
deserto senza vita e della foresta impenetrabile. E della Madre Africa forse
conosciamo solo quelle immagini irriverenti.
In casa nostra vi e' l'Africa. Un pezzo d'albero ridotto a brandelli dei
nostri mobili, o un ciuffo di cotone trasformato in camicia; e poi vi e' il
caffe' e cacao e oli vegetali che amalgano saponi e vi e' anche un ananas,
banane e tabacco. E poi alcuni grammi di oro che la generosa madre terra ha
seminato un po' ovunque nel continente. E forse diamanti che brillano sulla
nostra vanita'. E nelle nostre case vi e' un cordone ombelicale gassoso,
azzurro come il cielo, lungo migliaia di chilometri, un fiume di energia e
di benessere che dal Sahara arriva ai nostri fornelli tessendo una lunga
ragnatela di benessere.
Ma in questa nostra Africa ci sono i nostri bambini; i nostri orfani. Sono
qui da pochi giorni e gia' i loro sorrisi hanno inondato queste mie
giornate, piene di sole, luce e gioia. Li ho abbracciati anche per voi.
Ho detto loro che li ricordate e li amate e il loro volto si e' ulteriormente
illuminato.
Ha sentito l'acqua finalmente scrosciare nella grande cisterna della
capacita' di 200.000 litri ed ho potuto finalmente vedere il nuovo pozzo
che dara' acqua buona.
Ho visto il cantiere aperto con 80 operai all'opera. Gia' i muretti escono
dalle fondamenta di altre due Case Famiglia e la grande fondazione della
Casa Religiosa, Postanlandoto e Noviziato del nascente Istituto 'le Mamme
degli Orfani'.
E' straordinariamente bello inoltre vedere ogni mattino gli scolari
arrivare con la loro nuova divisa scolastica: sembrano passerotti irrequieti,
chiassosi e allegri ed e' commovente sentire il loro canto corale attorno
alla bandiera e scandire con orgoglio e forza le parole: Mungu ibariki
Africa.Mungu ibariki Tanzania (Dio benedica l'Africa, Dio benedica la
Tanzania). E poi, dopo l'inno nazionale, cantato ogni mattino con
l'orgoglio di soldatini schierati per la battaglia, ordinatamente entrare nelle
classi.
Quanto sono belli questi nostri 'figli'; queste nostre creature che il
Signore ci ha affidato. E quanto e' bello ogni giornocompiere per loro un
piccolo, significativo gesto d'amore e di solidarieta', arricchente per
chi lo compie, ma estremamante urgente ed importante per il destinatario.
Contemplando questi nostri figli poi si ha la forza ed il coraggio di
affrontare ogni giorno con gioia la sua fatica e portare con forza la sua
croce. Quella croce arricchente che non manca mai nei grandi progetti di
vita.
Abbiate la benedizione mia e dei nostri bambini.
Una preghiera anche per questo vostro baba.
Io ritornero' alla Basella per le solite cure il 21 aprile.
Ci rivedremo.
Baba Fulgenzio
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