Rosario IANNETTI 17 ottobre 2002
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Rosario Iannetti e' medico e fratello comboniano. Lo abbiamo
avuto ospite in una conferenza sulla tragica situazione sudanese.
Ora a Mapuordit, Sud Sudan.
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LETTERA AGLI AMICI DI MAPUORDIT HOSPITAL, N.1
Mapuordit (Sud Sudan), 17 ottobre 2002
Carissimi amici dell'ospedale MARY IMMACULATE di Mapuordit,
con questa mia prima lettera (e-mail) circolare vorrei cominciare una
comunicazione su base regolare con tutti voi, a scadenza almeno bimensile,
spero proprio di riuscire a mantenere l'impegno e la promessa...
Come saprete sono qui a Mapuordit ininterrottamente dallo scorso 2 febbraio
per cercare di avviare un piccolo ospedale rurale che attualmente ha una
capacità di di 42 posti letto. Facendo un breve bilancio di questi primi 9
mesi devo solo infinitamente ringraziare il Signore e tutti voi per quanto
siamo riusciti a realizzare insieme, nonostante le previste enormi
difficoltà iniziali, legate sopratutto alla mancanza di personale paramedico
locale qualificato e alla difficoltà di ricevere regolarmente i rifornimenti
di materiale sanitario, a causa degli enormi costi dei trasporti via aerea
($ 3 al Kg!!) e delle strade impraticabili durante la stagione delle piogge
(senza asfalto e mai rinnovate negli ultimi 20 anni di guerra).
Sabato 19 ottobre alle 10.30 di mattina su RAI 2 (programma Terzo Millennio)
potrete vedere le condizioni in cui siamo partiti: il documentario infatti è
stato registrato alla fine di febbraio, quando l'ospedale era stato appena
avviato solo con 8 posti letto sotto una capanna. Il tetto in lamiera per la
protezione della "tenda operatoria" era ancora in costruzione, mentre il
prefabbricato in lamiera che attualmente costituisce il reparto principale
con 22 posti letto era ancora senza pavimento in cemento.
Grazie alla ingegnosità di un giovane fratello comboniano spagnolo
(Fr.Alberto Lamana, solo 30 anni, semplice elettricista e alla sua prima
destinazione in missione), coadiuvato da 9 lavoratori locali da lui formati
e da due tecnici keniani impiegati dalla diocesi, agli inizi di marzo il
tetto in lamiera era completato e il generatore con l'impianto di aria
condizionata per la tenda operatoria (senza il quale la tenda sarebbe
letteralmente un forno invivibile) era pronto, per cui abbiamo potuto
cominciare a fare le operazioni il giorno 8 marzo, data significativa
perchè "Festa della donna" e forse non casuale dato che l'ospedale (per
volere del vescovo e dell'Univesità Cattolica Trnava della Slovacchia,
principale sponsor) è dedicato a Maria Immacolata e attualmente salva la
vita di molte donne che altrimenti morirebbero per complicanze da parto.
Da allora facciamo operazioni regolarmente, in media 6 casi elettivi alla
settimana più le emergenze (fino ad oggi 180 interventi maggiori), e la
lista di attesa per le operazioni divententa sempre più lunga,abbiamo già
casi prenotati fino al prossimo 22 gennaio 2003...
A maggio anche il pavimento in cemento del reparto principale ( un
prefabbricato in lamiera con tetto isolante) di 22 letti era pronto insieme
con un simile ma più piccolo reparto prefabbricato di 6 letti che funziona
da Leprosy Ward (= reparto per la chirurgia settica della lebbra).
I 22 letti del reparto principale sono così suddivisi: 8 per la chirurgia
non infetta, 6 per la chirurgia settica, 8 di medicina. A questi 28 letti
"ufficiali", abbiamo dovuto aggiungere 14 letti in materiale locale sotto 3
capanne provvisorie che fungono rispettivamente da reparti di pediatria (8
letti), di maternità-ostetricia (3 letti), di isolamento (3 letti).
Da maggio abbiamo anche un meraviglioso sistema elettrico alimentato
dall'energia raccolta da 3 pannelli solari e convertita a 220 volt, per cui
di notte abbiamo una luce potente come quella nelle vostre case in Italia.
Di prossima realizzazione (dicembre?) dovrebbe essere il sistema di acqua
corrente alimentata da una pompa funzionante con l'elettricità prodotta dal
generatore.
Non sappiamo invece se e quando potremo realizzare la sala operatoria in
muratura (progetto di 91 metri quadri suddivisi in 3 stanze) per la quale il
Gruppo Missionario "Insieme si può" della Diocesi di Belluno ha già versato
Lit.60.000.000 alla nostra diocesi di Rumbek: forse il prossimo anno se
riusciremo a fare arrivare il cemento via terra.
Tutti questi miglioramenti delle strutture potrete vederli ancora in
televisione, dato che RAI 2 "Terzo Millennio" verrà qui a registrare un
nuovo documentario dal 16 al 18 novembre prossimo.
Come però vi dissi nell'incontro che avemmo in parrocchia a Napoli lo scorso
aprile 2001, i problemi più grossi che devo affrontare sono legati, più che
alle strutture, alla mancanza di personale locale qualificato. Dei 24
paramedici attualmente impiegati solo 1 è un infermiere professionale, tutti
gli altri sono infermieri ausiliari (e due assistenti di laboratorio)
istruiti localmente o in centri vicini per non più di 6-9 mesi, ancora con
scarse conoscenze teoriche, anche se migliorano quotidianamente nella
pratica a causa delle innumerevoli e diverse patologie che curiamo
nell'ospedale.
Un aiuto fondamentale mi è venuto da una caposala tanzaniana molto
qualificata che dallo scorso 20 luglio è incaricata di tutto il personale,
purtroppo il suo salario di $ 700 mensili non è sostenibile a lungo dalla
diocesi per cui il suo contratto terminerà il 9 febbraio e da allora dovrò
sostituirla con un'altra caposala ugandese che accetterà un salario di soli
$ 350. Spero che anche la nuova caposala sia altrettanto qualificata, la
differenza nel salario è dovuta al fatto che è stata reclutata tramite una
convenzione con la scuola per caposale diretta in Uganda (a Matany, in
Karamoja) dalle suore comboniane, per cui lei (che è impiegata a Matany)
verrà semplicemente "prestata" a noi per 6-12 mesi, con un notevole
incremento rispetto al suo salario ugandese che attualmente è $120. Questo è
anche un modo scelto dalla diocesi per "calmierare" i salari sempre più
esosi richiesti dalle caposale non sudanesi a causa della loro scarsità e
della concorrenza tra le varie ONG umanitarie operanti in Sudan che vogliono
impiegarle.
Come già vi dissi ad aprile 2001, il più grande aiuto che voi amici della
mia parrocchia di Napoli di Cappella Cangiani potreste darmi è impegnarvi
a pagare il salario e costi aggiuntivi per questa nuova caposala ugandese
almeno per un anno. Oltre ai $ 4.200 annuali di salario bisogna infatti
aggiungere circa $ 2000 per vitto e alloggio in Mapuodit e $ 2100 per 3 voli
AR Nairobi-Mapuordit per due settimane di riposo ogni 4 mesi, in totale
circa $ 8.000 all'anno. Penso che già attualmente voi tutti insieme versate
tramite CESAR una somma annuale che si avvicina a quella cifra: se per il
2003 riusciste ad impegnarvi per tanto e accettate che le vostre offerte
siano impiegate in questo modo, potrei dire alla coordinatrice diocesana
della salute Lina Sala di stare tranquilla che la mia parrocchia copre il
salario della caposala ugandese e che perciò possiamo mantenerle il
contratto anche per un anno o più a seconda dei nostri bisogni e dei tempi
(lenti...) di maturazione del personale locale. Queste spese correnti (tipo
salari e medicine) sono quelli che gli altri sponsors dell'ospedale fanno
più difficoltà a pagare, dato cha a tutti piace dare una somma per
realizzare una struttura e poi mettere una bella targa (come farà il Rotary
di Brescia che verrà qui il 13 novembre a piazzare la sua "ruota"
all'ingresso del reparto di 22 letti da loro finanziato) ma pochi si
vogliono impegnare a lungo termine per i salari.
Un’altra buona notizia è che dai primi di agosto sono aiutato da tre dottori
slovacchi (un anziano chirurgo di 69 anni e due giovani, una internista,
l'altro anestesista) che mi aiutano anche a gestire le farmacie del
dispensario e dell'ospedale (non abbiamo un farmacista qualificato locale).
E' una collaborazione non facile, dato che sanno molto poco inglese e sono
alla prima esperienza africana, con scarse conoscenze di medicina tropicale
e ancora troppo legati alla tecnologia europea che qui non possiamo
permetterci. Inoltre i due giovani dottori ruotano ogni 3 mesi (cioè vengono
sostituiti da 2 nuovi e i 2 precedenti non tornano più indietro) per cui mi
costa tanta fatica istruirli e orientarli al nostro sistema di gestione
ospedaliera e quando hanno imparato un pò...vanno via e devo ricominciare
con altri due. Anche l'anziano chirurgo (molto bravo ma sa solo francese,
russo e un pò di latino) andrà via dopo 5 mesi a dicembre e quindi i 3
dottori che arriveranno a gennaio saranno del tutto nuovi (e spero
adattabili)...comunque meglio di niente, dato che il lavoro è tanto e da
solo realmente non potrei coprire tutto.
In questa situazione capirete perchè finora non sono riuscito a prendermi
neanche 2 settimane di vacanze per i miei esercizi spirituali a Nairobi che
sto postponendo da aprile, anche se ho deciso che il 18 novembre, alla fine
della nuova visita di RAI 2, andrò a farli a tutti i costi.
Per lo stesso motivo non sono potuto venire in Italia per assistere mia
madre che ha sostenuto un grosso e delicato intervento operatorio
all'Ascalesi proprio la scorsa settimana (il 9 ottobre): in quello stesso
momento io stavo amputando una gamba incancrenita ad un soldato che si era
sparato pulendo il suo fucile, e pensavo che certamente avrei invece
preferito essere in sala operatoria vicino a mia mamma, ma sono questi i
sacrifici un pò dolorosi che il Signore chiede a noi missionari e alle
nostre famiglie, anche se come al solito il Signore non si fa mai sorpassare
in generosità: in questo caso mia madre è stata assistita e operata da un
mio caro amico e collega che ha studiato con me medicina per 3 anni,
Mariano, che molti di voi conoscono dato che frequenta la nostra parrocchia
e mamma per telefono mi ha detto che Mariano ha fatto benissimo la mia
parte, è stato per lei come un figlio! Come è scritto nel Vangelo..."chi
perde la sua vita per Me avrà il centuplo in fratelli, amici..etc" ed è
proprio quello che sto sperimentando adesso grazie anche al vostro costante
ricordo e solidarietà con la mia opera!
A tale proposito voglio rinnovarvi un ringraziamento particolare per lo
stupendo regalo che mi avete fatto in occasione dei miei voti perpetui il 31
marzo 2001: questo computer e il telefono satellitare che mi consente di
essere quasi quotidianamente in contatto via e-mail con tutti i miei cari e
gli amici che sostengono la mia opera e rende meno penoso il nostro
isolamento dovuto alla guerra e al troppo lavoro. Se penso che il fondatore
del mio ordine religioso, il Beato Daniele Comboni, che fece la sua prima
esperienza missionaria a soli 27 anni proprio tra i Dinka a non più di 200
km da qui nel 1857, ha saputo in quell'anno della morte di sua madre per
lettera solo 3 mesi dopo l'accaduto...
Carissimi amici per ora è tutto quello che mi sento di dirvi anche col
pensiero alla prossima giornata modiale per le missioni di domenica 20
ottobre prossimo: comunicarvi tutta la mia felicità per questa stupenda
vocazione missionaria che il Signore mi ha donato e che è cresciuta con voi
miei comparrocchiani e alla quale anche voi ora state generosamente
partecipando, sicuramente sperimentando la mia stessa gioia nell'essere
aperti al mondo e ai bisogni dei nostri fratelli sudanesi.
Ancora un grazie di cuore particolare soprattutto a chi di voi dedica più
tempo ad organizzare il gruppo missionario e a raccogliere i fondi: Maria
Rosaria Spagnuolo, Corrado De Vita, Aldo Martone, Lucio Monaco, Mons. Luigi Tabasco
e il parroco don Raffaele, p.Angelo, p.Mauro, p.Massimo e a tutti gli altri che anche
semplicemente mi ricordano nella preghiera. Chiudo infatti con una richiesta particolare
a tutti voi per una grande PREGHIERA PER LA PACE IN SUDAN:
proprio due giorni fa, il 15 ottobre, il governo sudanese e i ribelli
dell'SPLA si sono seduti al tavolo delle trattative in Kenya e si sono
accordati per un temporaneo cessate il fuoco globale in tutto il Sudan, LA
PRIMA VOLTA DOPO 19 ANNI DI GUERRA CIVILE!!
Ringraziamo insieme il Signore e preghiamo che doni finalmente una pace duratura a
questo matoriato Paese.
Un abbraccio a tutti voi,
VOSTRO FRATELLO IN CRISTO,
ROSARIO
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