Rosario IANNETTI 27 dicembre 2002
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Rosario Iannetti e' medico e fratello comboniano. Lo abbiamo
avuto ospite in una conferenza sulla tragica situazione sudanese.
Ora a Mapuordit, Sud Sudan.
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LETTERA AGLI AMICI DI MAPUORDIT HOSPITAL, N.2
Mapuordit (Sud Sudan), 27 dicembre 2002
Carissimi amici,
avrei certamente voluto inviarvi questa seconda lettera (e-mail) circolare
prima di Natale con i doverosi auguri natalizi, ma come vedete dalla data
non ce l'ho fatta.
Solo ora grazie ai due giorni consecutivi di festa in ospedale per il Natale
trovo un pò di pace per sedermi al computer, sperando che non mi chiamino
per altre emergenze, dato che qui nelle grandi feste (come in altre parti
del mondo) usano bere più del solito e di conseguenza abbiamo più feriti da
arma da fuoco come effetto collaterale. Finora invece ci è arrivato (proprio
la mattina di Natale) solo un caso sparato al piede, con frantumazione di
due metatarsi: roba da poco, speriamo continui così...
Veniamo alle novità da quando vi ho scritto l'ultima (e prima) lettera
circolare lo scorso 17 ottobre.
Il 19 ottobre ci ha lasciato la brava caposala tanzaniana di cui vi dicevo e
purtroppo non ha rinnovato il contratto per altri 3 mesi contrariamente alle
mie aspettative. Probabilmente non si è intesa con la diocesi a causa
dell'alto salario ($ 700 mensili) che richiedeva. Ho cercato di far
anticipare la data di arrivo della prevista " più economica" sostituta
ugandese (Hellen Atekit) ma Hellen non se l'è sentita di lasciare la
famiglia prima di Natale (ha un bimbo di soli 3 anni che non potrà portare
qui con sé) e quindi arriverà solo il 17 gennaio. Di conseguenza mi sono
trovato per la prima volta completamente solo con personale infermieristico
locale e ho dovuto coprire anche il ruolo di ...caposala (fare i turni del
personale, dare le punizioni a chi arriva in ritardo o commette negligenze,
supervisionare la qualità del lavoro infermieristico, istruire gli
infermieri-studenti, etc.).
Fortunatamente il secondo gruppo di due giovani dottori slovacchi arrivati
ad ottobre è migliore del primo gruppo che hanno sostituito: anche se più
giovani sono molto più adattabili e disponibili dei primi due, per cui hanno
accettato volentieri l'incarico delle due farmacie del dispensario e dell'
ospedale, sollevandomi da un incarico che mi portava via molto tempo.
Infatti la mancanza di un farmacista qualificato è tra i principali problemi
che ho attualmente: istruirne uno localmente è molto più difficile che
formare infermieri, sia per il più alto livello di istruzione e di
responsabilità richiesto, sia per motivi di onestà, dato che qui
prospera un florido commercio di medicine vendute illegalmente al mercato
locale dai normali commercianti che le espongono al sole sui banconi insieme
alla verdura e alle sigarette, spesso senza etichette, per cui lo stesso
tipo di "capsule" di un certo colore viene venduto per curare ogni tipo di
malattia...Per non parlare delle fiale di penicillina, la panacea per tutti
i mali, spesso iniettata con la stessa siringa ed ago a decine di persone...
Una mia vecchia amica compagna di liceo che ora studia farmacia mi ha
scritto recentemente suggerendomi di affiggere un appello nella bacheca
della Facoltà di Farmacia che è proprio vicino alla nostra parrocchia per
cercare volontari tra i giovani neolaureandi o laureati disponibili a venire
qui ad aiutarmi per un periodo di minimo 3 o meglio 6 mesi: giro il
suggerimento al gruppo missionario parrocchiale che potrebbe contribuire a
pagare il biglietto aereo dell'eventuale candidato/a. Qui ovviamente
offriremmo vitto e alloggio gratis in confortevoli prefabbricati di legno.
Altro evento importante negli ultimi 2 mesi è stata la visita per la seconda
volta della troupe televisiva di RAI 2 (programma terzo millennio) che ha
già trasmesso un documentario sulla nostra missione lo scorso 19 ottobre che
molti di voi hanno visto ed apprezzato. Purtroppo non si sa ancora se e
quando andrà in onda questa seconda puntata in cui potrete vedere la sala
operatoria funzionante e il reparto di chirurgia-medicina di 22 letti
completato col pavimento in cemento, ma soprattutto i giovani neoformati
infermieri locali all'opera nelle loro nuove uniformi: erano così orgogliosi
e desiderosi di farsi riprendere che ad un certo punto il regista li ha
dovuto bloccare "altrimenti in Italia penseranno che in quest'ospedale ci
sono più infermieri che pazienti!" ha esclamato.
In effetti devo proprio ringraziare il Signore per l'entusiasmo e la buona
volontà con cui lavorano questi 15 giovani infermieri studenti sudanesi, la
maggior parte di loro sono ancora nel periodo iniziale di prova senza
salario (i primi 4 mesi) o nel secondo periodo di tirocinio (6-9 mesi) con
un magro presalario mensile di 13 Euro. Anche i salari degli altri 30
paramedici, lavandaie e guardiani ufficialmente impiegati dalla diocesi
nell'ospedale variano tra i 60 e i 25 Euro e tutti lavorano almeno 42 ore
alla settimana con sole 3 settimane di vacanza all'anno. Inoltre quasi tutti
devono contribuire a pompare a mano l'acqua necessaria per la pulizia
dell'ospedale e le necessità dei pazienti, da un pozzo profondo 30 metri, il
tutto svolto con un caldo in media di 35 gradi. Dico questo per sfatare il
luogo comune che gli africani sono indigenti e non lavorano...D'altro canto
la povertà di questa zone rurale non ci consente di chiedere come contributo
locale più 1 Euro per operazione e 15 centesimi di Euro per visita
ambulatoriale, mentre le autorità locali non ci passano alcun contributo,
anzi esigono che i loro impiegati e soldati siano trattati gratis...
Comunque almeno nella festa annuale che il personale dell'ospedale ha
organizzato proprio ieri 26 dicembre, le autorità ci hanno dimostrato il
loro sincero apprezzamento per il lavoro che abbiamo svolto quest'anno: 300
operazioni maggiori, 850 pazienti ammessi (500 dei quali casi medici e di
pediatria, gli altri chirurgici-ostetrici), circa 18.000 prime visite
ambulatoriali (senza contare le rivisite e i controlli per la stessa
patologia). Il commissario in persona (cioè l'autorità politica più
importante di una regione vasta come la Campania) è intervenuto alla festa e
con la sua signora ha aperto le danze che hanno seguito i discorsi di
circostanza e il banchetto offerto dall'ospedale (abbiamo ammazzato e
cucinato un bue...). Era uno spettacolo vederlo muoversi un pò goffamente
dato che è alto due metri e ha una pancia non indifferente (pesa 120 kg!),
come molti dei nostri dinka che sono in media alti 1.90m anche se pesano la
metà del commissario dato che generalmente non rivestono ruoli di
autorità...
E' stato un bel momento di rilassamento e di gioia, consentito anche dal
fatto che da 3 mesi vige un cessate il fuoco che proprio la settimana scorsa
è stato rinnovato per altri 6 mesi. Che differenza di clima tra la gente
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando l'esercito dell'SPLA
(i ribelli che governano la nostra regione) eseguiva reclutamenti forzati
tra i giovani per fronteggiare l'avanzata degli arabi: anche uno dei miei
studenti infermieri fu portato via al fronte e gli altri non avevano certo
lo spirito di organizzare feste, preoccupati come erano di essere reclutati
anche loro.
Per questa speranza di pace dobbiamo infinitamente ringraziare il Signore
che proprio in questi giorni è nato nuovamente tra noi per portare la Sua
Pace agli uomini di buona volontà: vi invito a pregare con me che tra questi
uomini di buona volontà ci siano anche i leaders delle varie fazioni in
guerra in Sudan. La gente è sfinita da questi 19 anni di guerra ininterrotta
e per la prima volta vede la possibilità concreta della pace che tutti
speriamo potrebbe essere realmente siglata il prossimo anno.
E' con questa speranza nel cuore che auguro sinceramente a tutti voi un
FELICE ANNO NUOVO ringraziandovi come al solito per la vostra solidarietà
che, unita al lavoro dei nostri sudanesi e alla pace di cui stiamo godendo,
ci ha permesso di realizzare quanto detto sopra.
Vostro fratello in Xsto,
Rosario
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