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Rosario IANNETTI 4 dicembre 2004

Rosario Iannetti e' medico e fratello comboniano.
Attualmente presta la sua opera presso l'ospedale di Mapuordit (Sud Sudan)



Mapuordit 4/12/04

Caro Aldo e amici/benefattori,
ho ricevuto copia della tua ultima e-mail del 2/12/04 a Lina in cui le chiedevi una lettera scritta da me da poter leggere nelle prossime manifestazioni natalizie (concerto del 18/12 etc.) in cui si raccoglieranno anche fondi per l’ospedale di MT. Poiché ancora non riesco a mandare e-mail (solo poche volte partono) e ho anche la stampante fuori uso, eccomi tornare al vecchio sistema tradizionale della lettera scritta a mano. Approfitto dell’occasione della visita qui a MT (ieri e oggi) del Vescovo con il sindaco di Tirano (provincia di Savona) e un’ostetrica dello stesso paese che martedì 7/12 tornano in Italia e ti spediranno questa lettera, spero ti arrivi in tempo.
Dall’ultimo aggiornamento che vi mandai a settembre da Nairobi non ci sono grandi novità, eccetto che tutti i programmi di cui vi dicevo sono andati avanti secondo le previsioni e fortunatamente, grazie a Dio, non abbiamo più avuto scontri tribali, per cui con la pace è aumentato l’afflusso di pazienti in ospedale ed il lavoro.
Proprio oggi il vescovo Cesare Mazzolari, alla presenza del Commissario della SPLA (la più alta autorità politica della regione di Yirol, più grande della Campania) ha inaugurato e benedetto la nuova sala operatoria in muratura, l’inceneritore, la nuova pediatria da 22 posti letto.
La sala operatoria è proprio bella ed eccezionale per questa zona, perfino con le mattonelle sul pavimento e sulle mura, con annessa sala di sterilizzazione, condizionatore d’aria, doccia etc. il Commissario (un tipo Dinka alto 2 metri da 180 kg) era emozionato quando ci ha fatto notare che se finalmente possiamo passare ad operare e sterilizzare da una tenda ed un tukul ad una struttura del genere vuol dire che dopo 22 anni di guerra la pace è veramente vicina. La rappresentante delle donne della provincia ha ricordato che fino a 3 anni fa, quando i parti erano complicati dovevano essere trasferite con l’aereo in Kenya (a 1000 km!) e molte donne e bimbi morivano per strada o sull’aereo mentre ora il taglio cesareo può essere fatto vicino casa loro, ora perfino in una struttura moderna in muratura e non più sotto una tenda. Ha anche ringraziato esplicitamente fratello Alberto (un comboniano spagnolo di soli 33 anni che ha diretto i lavori) perché mentre ha realizzato le costruzioni ha anche insegnato ai lavoratori sudanesi (tra cui due donne di 1,80 metri, muratrici!) a fare molte cose da soli. Purtroppo un mese fa fratel Alberto si è preso una brutta epatite A e lo abbiamo dovuto trasferire a Nairobi prematuramente per cui non era presente alla cerimonia. Da gennaio inizierà la sua preparazione ai voti perpetui che farà in Spagna a giugno e poi andrà per un anno di studio dell’arabo al Cairo (Egitto). Fortunatamente da domani sarà sostituito da un altro giovane fratello italiano comboniano, fratel Damiano, infermiere professionale, 34 anni, di Verona che arriverà domani e starà qui almeno per due anni durante la sua prima esperienza di missione ( è ancora con voti temporanei). Dovrebbe darmi una grossa mano, specie nell’amministrazione dell’ospedale e nell’istruzione del personale infermieristico, oltre che supervisionare i lavori di costruzione che continueranno l’anno prossimo.
Infatti la Cooperazione Italiana, attraverso la nostra ambasciata di Nairobi, ha approvato il finanziamento per la costruzione del recinto in metallo dell’ospedale (600 metri), del laboratorio, del reparto di medicina di 24 letti, della maternità da 16 letti e dell’isolamento da 12 letti, per cui l’ospedale dovrebbe crescere dagli attuali 50 posti letto (in muratura, non più sotto le capanne!) a 102 posti letto per la fine del 2005.
Il nostro punto debole sempre la mancanza di personale sudanese infermieristico qualificato. Le due infermiere caposale ugandesi di cui voi generosamente pagate lo stipendio, vitto, alloggio e trasporti, sono super-impegnate e non hanno tempo per fare molte lezioni teoriche. La cosa più scoraggiante è che molti infermieri da noi formati “scappano” poi nelle città di Rumbek o Yirol dove sono impiegati da altre organizzazioni come la Croce Rossa o il CCM che pagano salari più alti dei nostri. Alcune infermiere donne (che già sono una piccola minoranza) a volte ricevono il divieto dai mariti (con approvazione scritta delle autorità locali, poiché qui la moglie è proprietà del marito che l’ha “pagata” con un certo numero di mucche) di continuare a lavorare, che così “si vendicano” dei problemi familiari: così due giorni fa all’improvviso abbiamo perso Rebecca, incaricata del reparto di chirurgia e molto brava. Di conseguenza devo forzatamente limitare le ammissioni e ridurre il numero di operazioni elettive. Per esempio non accettiamo le donne che vogliono partorire in ospedale, se non quando arrivano con parti complicati. Per questo motivo il sindaco di Toirano (SV), lui stesso anestesista, è venuto con un’ostetrica, Clara, per studiare la fattibilità di mandarci 2 ostetriche italiane in rotazione ogni 2 mesi, come già fanno in un ospedale del Mali con il supporto dell’Ordine (associazione) Nazionale delle Ostetriche Italiane. Sarebbe per noi un grosso aiuto, chissà che la Provvidenza non mi mandi anche così il tanto sospirato FARMACISTA!
Se vi interessano le statistiche per quest’anno 2004, il numero totale di operazioni maggiori sarà di 500 circa (600 lo scorso anno), le ammissioni saranno 1800 (1200 lo scorso anno), le prime visite ambulatoriali oltre 20.000 (18.000 lo scorso anno).
Come vedete, grazie all’aiuto di Dio e vostro, l’ospedale lentamente, anche se con tanti problemi, cresce e la gente locale è contenta del servizio che offriamo.
Due settimane fa a Nairobi i rappresentanti del Nord e Sud Sudan hanno firmato davanti al segretario dell’ONU l’impegno a firmare la pace entro la fine di quest’anno: speriamo bene e soprattutto preghiamo che questo sogno si avveri.
Chiudo augurando a tutti voi un felice e sereno Natale, il Signore torna ad incarnarsi nella nostra storia per ricordarci che cammina con noi per realizzare il suo Regno di pace, amore e giustizia, già su questa terra, e che per questo indispensabile la nostra collaborazione.
Un grazie di cuore a tutti voi che continuate a mostrare solidarietà per i nostri fratelli sudanesi. Vi abbraccio
Vostro Fratello in Cristo,
Rosario


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