Angelo STEFANINI Luglio-Agosto 2002
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Angelo Stefanini per anni medico in Uganda, ricercatore dell'Università di Bologna, e' esperto in sanità internazionale.
Ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) per la Palestina.
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Gerusalemme, luglio-agosto 2002
Carissimo Contiero,
[...] Il mio lavoro qui a Gerusalemme e' quello di lavorare fianco a fianco al ministero della sanita'
per potenziarne le capacita' e rispondere ai bisogni sanitari della popolazione.
In queste settimane la mia attivita' "sul campo" si e' ridotta, soprattutto per il fatto
che i continui coprifuoco rendono spesso impossibile entrare nelle citta' e incontrare persone.
Le notizie e i servizi televisivi raramente ricordano allo spettatore che Israele si e’ insediato
con la forza sul 78% della Palestina storica e, fin dal 1967, ha occupato illegalmente e imposto
varie forme di regime militare sul rimanente 22%.
I ruoli dell’oppressore e della vittima sono regolarmente invertiti: gli israeliani non sono mai
chiamati terroristi, pena l’accusa di antisemitismo al giornalista che si azzardi a compiere un tale errore.
Dimenticando fra l'altro che anche gli arabi sono Semiti.
[...] Questa storia si sta ripetendo almeno dall'inizio della seconda Intifada nel settembre 2002:
da allora sono oltre 1600 palestinesi stati uccisi e quasi 20mila feriti, contro circa 600 israeliani:
da entrambe le parti si tratta in maggioranza di civili disarmati.
Sostenere che i primi sono morti "per sbaglio" mentre i secondi sono stati deliberatamente assassinati,
ponendo cosi’ le due parti su due posizioni morali diverse, va contro il senso comune e i fatti.
[...] Non basta mandare montagne di soldi (come fanno sia l'UE che gli USA), se poi i palestinesi
non hanno altra scelta che farsi saltare in aria per meritarsi una prima pagina sui giornali.
Ci troviamo con un rapporto delle Nazioni Unite sui fatti di Jenin che, siccome non parla di massacro
(poiche’ il numero delle vittime non ha raggiunto le tre cifre...), e’ stato sbandierato come prova delle
esagerazioni palestinesi.
Un rapporto costato 3 settimane di lavoro compiuto sul posto dall'organizzazione Human Rights Watch
si trova all’indirizzo http://hrw.org/reports/2002/israel3/
Devo confessarti che mi sento in colpa.
In colpa di non raccontare abbastanza di quello che sta succedendo qui.
Mi sembra che le mie parole siano assolutamente inadeguate: chi sono io da pensare di potere incidere
anche solo minimamente su questa situazione.
Come trasformare le nostre emozioni in parole adeguate a convincere la comunita' internazionale a
fare qualcosa? A spiegare che qui esiste una terribile crisi umanitaria di cui i numeri dei bambini
malnutriti, delle donne anemiche, del livello di disoccupazione e poverta' raccontano soltanto una
parte della storia?
Ignorare colpevolmente i fatti, mancare di cercare attivamente fonti alternative di informazione da
cui trarre prospettive diverse, sprecare in baggianate i meravigliosi strumenti che la globalizzazione
informatica ci ha messo a disposizione per navigare tra le notizie e i fatti, mancare di approfittare
di quanto prodotto da organizzazioni internazionali che operano per una nostra maggiore conoscenza:
questi caro Costiero sono i peccati che il tuo insegnamento mi porta a riconoscere.
Quello che provo di fronte a questi fatti e' che noi siamo colpevoli, colpevoli di non riuscire a
proteggere questa gente, di non stare abbastanza dalla loro parte, nei fatti.
E questo ci toglie il diritto di criticarli.
La vergogna maggiore e’ vedere, sapere e non dire e fare niente.
Caro Contiero, so che mi capisci perche' hai contribuito anche tu a farmi cosi'.
Vorrei esser li' con te e discutere insieme di queste cose. In settembre ci saro' e lo faremo.
Per ora ti abbraccio con il solito affetto.
Angelo
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